GLI ULTIMI DIECI ANNI ( 1997-2007) del mercato finanziario sono stati significativi per l'attività del promotore Finanziario perché caratterizzati da due periodi estremi: un periodo di euforia irrazionale ( 97-2000) e un periodo di grande paura e pesantezza ( dal 2001 2003).
Nel periodo 1997-2000 il cliente investiva, e il lavoro del Promotore Finanziario beneficiava di un effetto traino del mercato in salita. La discesa dei tassi d’interesse, la new economy avevano creato una situazione di apertura del mercato senza precedenti che ha consentito a chi svolgesse, con buona volontà, l’attività di Promotore di crearsi un portafoglio anche senza competenze eccelse.
Nel triennio dal 2000 al 2003 la situazione è andata all’opposto: lo scoppio della bolla speculativa e le conseguenti perdite nei portafogli ha portato resistenze nell'investire, timori, preoccupazione, sfiducia, incapacità di decidere in modo razionale sul da farsi e completa avversione a qualsiasi forma di rischio. In tale contesto, il cliente si è aggrappato alle vecchie certezze, il titolo a rendimento certo (titoli di stato e obbligazioni strutturate) e soprattutto il “mattone”, dimenticandosi completamente delle sue esigenze e dei suoi obiettivi.
In questa fase il Promotore Finanziario improvvisato e non consolidato esce dal mercato.
Dal 2004 in avanti è storia recente, i mercati si sono ripresi, trainati dalla crescita delle economie emergenti, ma i clienti sono più attenti e selettivi.